fertility day, fertility fake

Fertility day o fertility fake?

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Al via il Fertility Day, tanto caldeggiato dal ministro Lorenzin.

Mentre i capri espiatori vengono licenziati, la Lorenzin continua nell’espletamento del suo lavoro, incurante del dissenso e delle proteste che giungono da ogni dove.

Fertility fake

La cosa bella di una campagna di comunicazione, è che un po’ di senso glielo dai tu e molto senso glielo danno gli utenti a cui è destinata quella comunicazione. Succede, a volte, che si finisca in una sorta di harakiri. Quando i valori comunicati sono diversi dai valori percepiti, si finisce inevitabilmente di diventare oggetto di scherno da chi si vede costretto a subire quel tipo di comunicazione. È quello che è successo con la contro-campagna venuta dal basso in risposta alla tremenda proposta del Ministero della Salute, di un po’ di tempo fa. Così i giovani si rivoltano nelle piazze italiane, rispondendo all’hashtag #fertilityday con l’hashtag #sonoinattesadi…

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Già questo dimostra ampiamente che, oltre al dissenso politico, la campagna di comunicazione non è stata progettata, probabilmente anche per un brief carente e privo di un’ideologia di fondo. Il ministro assicura in un’intervista per Sky che

la campagna non voleva essere offensiva ma provocatoria

e qui ci sfugge il motivo per cui una campagna sociale dovrebbe provocare e non, piuttosto, informare. La campagna del fertility day, a noi professionisti della comunicazione, non piace per molti altri motivi, uno fra tutti il gusto nell’accostamento tra concetti e immagini. Tra tutte, la peggiore a nostro avviso è il manifesto con la buccia di banana che allude al maschile.

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Pubblicità regresso

Se le campagne a sfondo sociale dovrebbero sensibilizzare le persone, educarle e come minimo informarle, oggi siamo davvero davanti ad un caso che mai nessun governo prima era stato capace di montare. Enrico Mentana infatti apostrofa così l’ultima trovata del Ministero:

La contrapposizione è da tribunale di Norimberga della pubblicità regresso

 

fertility day

Ora, vorremmo capire perché, secondo il Ministero, i cattivi “compagni” (le virgolette rimandano a qualche connotazione in particolare?) sarebbero una persona che fuma, un’altra di colore e una con i capelli ricci, in contrapposizione alla ridente famigliola con i denti bianco – mentadent, i capelli biondi e tanti soldi da potersi permettere un esotico stile di vita. Insomma,

Incompetenza sì, ma di chi?

Senza dubbio siamo di fronte ad un caso di grande incompetenza. Di chi? Dei professionisti che hanno deciso di interpretare in questo modo il brief che il cliente ha rilasciato? Del cliente che sostiene di non saperne nulla? Del cliente che, in caso contrario, avesse approvato una cosa del genere? Del cliente che al disgusto reagisce con il licenziamento di chi ha lavorato per lui?

Risposte doverose

Mai come in questo caso le risposte a queste domande sono più che doverose, perché i soldi spesi per questa campagna sono pari a circa 113 mila euro. Si, esattamente i soldi dei contribuenti che non hanno scelto il governo che hanno, perché, lo ricordiamo, questo governo non è stato eletto da nessuno.

Voi cosa ne pensate?

 

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