fragilità il tuo nome è donna

Fragilità, il tuo nome è donna

fragilità il tuo nome è donna

Si è tenuta a Faenza presso il Circolo Arci Prometeo dal 2-4 settembre la mostra Fragilità, il tuo nome è donna, nel contesto di Argillà Italia e dal 9-25 settembre a Nove presso il Museo Civico della Ceramica e Sala De Fabris nel contesto della XIX Festa della Ceramica Portoni Aperti.

ceramiste pandora a faenzaShakespeare ispira

A 400 anni dalla morte di William Shakespeare, una riflessione sull’evoluzione della figura femminile nella società. Mostra di ceramica al femminile a cura di Anna Rita Fasano ed Elena Agosti.

Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
William Shakespeare, Love’s Labour’s Lost, 1598

La mostra di ceramica al femminile è promossa da Confartigianato Vicenza, ViArt Artigianato Artistico e dall’Associazione Pandora Artiste-Ceramiste, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Città della Ceramica e del Comune di Nove. Scopo della mostra è quello di consolidare e promuovere l’universo femminile attraverso l’arte, esprimendo e raccontando con opere tradizionali e innovative espressioni tecniche e artistiche nel campo dell’arte ceramica e dare continuità al “Progetto Ceramica Donna”.

Le autrici delle ceramiche

ceramiste pandora a faenzaIn mostra più di 60 ceramiste che hanno lavorato sul tema di “fragilità, il tuo nome è donna” provenienti da 5 stati europei. Una raccolta di storie che, dal vissuto di ciascuna donna e dal patrimonio territoriale, vuole tracciare e far conoscere la potenzialità del mondo femminile che protegge, tutela e sostiene la ricchezza e la tradizione della propria terra, dichiarando la propria attitudine ad esprimere valori, progetti, personalità e percorsi legati alla contemporaneità, nell’arte, nella cultura e nell’artigianato.
In esposizione la creatività di: Antonietta Acciani, Marialuisa Aiello, Rosana Antonelli, Carmen Apuzzo, Rosa Autilio, Stefania Avolio, Sandra Ban, Fulvia Barbuto, Roberta Barettoni, Raffaella Bassa, Maria Rachele Branca, Sonia Casari , Deborah Ciolli , Maria Cotellessa, Ada De Mori, Ilaria Di Giacomo, Genoveffa Di Maio, Marina Fabbri, Ilaria Falco, Amalia Ferrigno, Gaia Gargiulo, Italia Gheller, Miriam Gipponi, Gabriella Lamberti, Maria La Mura, Antonella Mercedes Leone, Maria Teresa Maroso, Lucia Massari, Rosella Mastroroberto, Marika Mihaljfi, Tonia Molinari, Elisabetta Nicoli, Elisabeth Olszewska, Nicoletta Pacagnella, Bruna Pallante, Monica Parise, Laura Rebagliati, Luisella Rech, Francesca Rega, Annie Rinauro, Giuliana Rolli, Maria Teresa Rosa, Raffaella Russo, Mara Ruzza, Teresa Salsano, Vania Sartori, Simona Schiavone, Adriana Sgobba, Elisabetta Surico, Karolina Szelag, Paola Taglé, Elia Tamigi, Rosa Tipaldi, Francesca Vestita, Giovanni Battista Basso, Paolo Frigo, Diego Poloniato, Michele Rigon e Nico Toniolo.

Fragilità, il tuo nome è donna

Personaggi che si parlano attraverso la storia secolare dell’arte

È questo il leit motiv delle 60 opere di questa mostra che esplorano l’universo femminile e nel farlo ci ricordano che donna è storia, cultura, società, famiglia, lavoro, fragilità, amore. Amleto dialoga con Penelope e la ceramica con la sua duttile fragilità evoca le fatiche e le imprese, il coraggio e la tenerezza delle donne uguali a se stesse nei secoli ma sempre più emancipate nell’affermazione di un ruolo è oggi esplicitamente di protagoniste.” Sen. Stefano Collina, Presidente AICC Associazione Italiana Città della Ceramica.

“La fragilità è forza, una forza profonda e duratura, silenziosa e costante, che permette alle donne di sentire l’altro perché un’altra vita è maturata all’interno, perché di questa vita se ne è colta ogni minima essenza. Ed è questo sentire che affina la sensibilità, che soffia leggero sul cammino, che dona limpide visioni, e che incessantemente si esprime.”  Patrizia Maggia, MAC Mestieri d’Arte Contemporanei Città Studi di Biella.

L’opera collettiva

Opera collettiva mostra fragilità il tuo nome è donna di Pandora cava de' tirreniA Nove inoltre la donazione al Museo Civico della Ceramica di un’opera collettiva frutto dell’unione di tante tessere realizzate dalle stesse artiste ceramiste in paperclay unite tra loro da un sottile filo rosso, per sottolineare la capacità delle donne di unirsi in maniera costruttiva per creare maggior forza di relazione ed equilibrio, tante tessere che formano una coperta per rigenerarsi dopo una giornata tipicamente femminile, evocando “Il riposo di Penelope”.

“Gli elementi iconografici scelti, la spirale, simbolo del cammino della vita, e l’immagine femminile, si alternano simbolicamente auspicando la costruzione d’intrecci sempre nuovi, rinnovando il legame che unisce il mondo femminile. Penelope è il punto di partenza del percorso dell’opera, in quanto condizione originaria dell’essere femminile, archetipo di ogni donna sola in una società che l’assedia. La sua unica possibilità di risposta sembra concentrarsi in un fatalistico solipsismo, tessere di giorno e disfare la notte per sottrarsi agli abusi dei Proci; sola, Penelope, è imprigionata nella sua autocondanna. Bisogna, perciò, uscire dalla logica individualista e sposare invece un approccio relazionale: Penelope può trovare il suo riposo solo in una rete di contatto e mutuo ausilio delle altre donne. In questo modo la coperta diventa scudo contro la violenza dei Proci e, oggi, il punto di arrivo per stabilire modalità nuove in risposta alla tendente omologazione artistiche e sociali.” Miriam Gipponi, ideatrice del progetto.

Il riposo di Penelopepannello opera collettiva pandora ceramiste di cava de' tirreni

Hanno partecipato all’opera collettiva “Il riposo di Penelope”: Antonietta Acciani, Marialuisa Aiello, Carmen Apuzzo, Rosa Autilio, Sandra Ban, Maria Rachele Branca, Ada De Mori, Rosalba Di Chiara, Ilaria Di Giacomo, Amalia Ferrigno, Vera Cosentino, Gaia Gargiulo, Miriam Gipponi, Gabriella Lamberti, Maria La Mura, Rosella Mastroroberto, Marika Mihajlfi, Tonia Molinari, Elisabetta Nicoli, Nicoletta Paccagnella, Bruna Pallante, Annie Rinauro, Raffaella Russo, Simona Schiavone, Elisabetta Surico, Paola Taglè, Elia Tamigi, Rosa Tipaldi, Pina Franzese, Francesca Rega, Luisella Rech e con un pezzo in tessitura Cristina Busnelli.

“Nell’accogliere la mostra “Fragilità, il tuo nome è donna” il Museo civico della ceramica di Nove apre le porte a una dimensione che gli corrisponde, quella della presenza femminile nella casa: è questo un luogo prediletto dalla ceramica, che qui diventa utile e abbellisce il quotidiano, adoperata da donne nell’ambiente che da sempre le vede protagoniste del nutrimento e della cura della famiglia. L’opera collettiva “Il riposo di Penelope” rimanda a un ulteriore elemento domestico, il telaio, strumento indispensabile per realizzare tessuti che diano calore e protezione. L’installazione rappresenta un momento di affascinante suggestione accostata al Vaso con figure femminili di Pablo Picasso (1950), custodito in Museo grazie a un deposito permanente dell’Ente Fiera di Vicenza.” Francesca Meneghetti, Conservatrice del Museo Civico della Ceramica di Nove.

“Quale migliore celebrazione nei settant’anni dal diritto di voto alle donne e quale più giusto tributo all’operosità femminile, alla tenacia e alla dolcezza che pulsano in queste opere; un grazie di cuore dunque a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento, a ViArt, a Confartigianato Vicenza, all’Associazione Pandora e in primis alle artiste che hanno partecipato e arricchito con il loro contributo la nostra Nove.” Chiara Luisetto, Sindaco di Nove.

opera in ceramica per la mostra fragilità il tuo nome è donna, di deborah ciolliIl catalogo della mostra

È possibile richiedere il PDF del catalogo a info@viart.it

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