la perfetta religiosa, copertina progettata da gabriella sorrentino

La perfetta religiosa

la perfetta religiosa, copertina progettata da gabriella sorrentino

Sabato 15 ottobre 2016, alle ore 18,00, presso il Monastero di Santa Maria di Gerusalemme di Napoli, presentazione del libro La perfetta religiosa Un giallo nel mondo dell’arte di Fabio Calabrese, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.


Ne parlano

Massimo Rossi Ruben, Critico d’arte
Maria Cristina Recco, Archeologa
Rosa Lupoli, Monaca cappuccina
Giorgia Viola, Avvocato
Mario Ferrante, Artista
Introduce e modera
Sarina Biraghi, Giornalista
esegue un reading di alcuni brani del romanzo
Angelo Giordano, Sopranista

La copertina

La copertina è stata ideata, progettata e realizzata da Gabriella Sorrentino, utilizzando l’opera realizzata dal Maestro Mario «La più luminosa è Dalva – Francesca nel mare di Rodi», 2010. 

Recensioni

La perfetta religiosa è un lavoro di qualità e di livello che colpisce per finezza, arguzia ed eleganza della scrittura, in uno scrittore – sostanzialmente esordiente – già cosí sicuro di sé, dei suoi mezzi e della struttura generale dell’opera, perfettamente dominata e coerente dall’inizio alla fine. Nella trama, invero avvincente ed efficace, eccellente appare la definizione dei “caratteri”, fatto essenziale in un tipo di narrazione come quella del giallo che deve certamente attrarre l’attenzione del lettore con una tensione continua ma far bene comprendere anche quali siano gli orientamenti, le meditazioni e le riflessioni dell’autore, talvolta inseriti in maniera implicita, talaltra più espliciti. Cosa che puntualmente accade in quest’opera prima di Fabio Calabrese. Il libro è poi divertente, nel senso più nobile della parola, e possiede il dono della sintesi, che rende la lettura sempre piacevole, senza stancare ma anzi procurando autentico diletto e desiderio di proseguire. CLAUDIO STRINATI

La perfetta religiosa è un giallo dall’architettura inappuntabile, ma è anche un romanzo colto. Ed è persino un esercizio di stile sull’emotività razionale, dove l’amore è sempre tra parentesi, appena percepito sullo sfondo, con il suo gioco di attrazioni asimmetriche e con il suo ciclico rimando ai sentimenti e al tormento dei protagonisti. C’è poi l’arte e quella disincantata ossessione per le investigazioni, di cui Calabrese – inconsapevole doppelgänger del maresciallo Damiani – è animato, tra vertigini e colpi di scena ineludibili, che fanno della storia un lavoro esemplare, di ordine ed equilibrio; una gemma dal taglio perfetto. MASSIMO ROSSI RUBEN

 

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